Chi guarda dall'esterno il mercato della farmacia online in Italia pensa che i big — Efarma, Farmaè, Redcare, TopFarmacia — vincano perché comprano meglio dai grossisti. In realtà comprano più o meno allo stesso listino di una farmacia media: la differenza la fa il modo in cui riprezzano ogni ora del giorno.
Queste sono le 7 regole operative che ricorrono nei log di repricing delle prime 20 farmacie online italiane, ricostruite da conversazioni con e-commerce manager e osservazione dei comparatori. Non sono segreti: sono disciplina.
1. Nessun prezzo scende sotto il margine minimo per categoria
Il floor non è unico. OTC ha soglia diversa da dermocosmesi, che ha soglia diversa da veterinaria. La regola: prima si definisce il margine minimo % accettabile per categoria (es. 8% OTC, 18% dermocosmesi, 25% integratori), poi il repricer riprezza fino a quel limite. Sotto, il prodotto esce dal comparatore invece di svendere.
2. Il floor tiene conto dei costi variabili reali, non solo del listino
Il margine minimo è calcolato sul netto-netto: costo grossista + IVA non detraibile su alcune categorie + costo di spedizione stimato + fee marketplace + CPC Trovaprezzi medio. I player esperti sanno che il 'prezzo di vendita meno costo grossista' è una metrica illusoria: sottrai anche 4-6€ di costi variabili per ordine e il margine reale cambia molto.
3. Repricing per posizione, non per prezzo assoluto
Non si punta al prezzo più basso, si punta a una posizione (top 3, top 5, top 10) sul comparatore. Sotto il floor si accetta di uscire dalla top 10. Sopra il floor si sale di posizione solo se il gap con il primo è recuperabile senza intaccare il margine minimo.
4. Stock-out preventivo: sotto una soglia, si aumenta il prezzo
Se un SKU ha meno di X pezzi disponibili tra tutti i grossisti collegati, il prezzo sale automaticamente. Serve a due cose: rallentare le vendite in attesa del riordino ed evitare di prendere ordini che poi si dovranno cancellare. Un top player perde più margine da 3 ordini annullati che da 30 vendite a prezzo pieno.
5. Regole diverse per canale: sito, Trovaprezzi, Amazon, Google Shopping
Il sito diretto ha il margine più alto perché non paga fee. Trovaprezzi ha CPC medio 0,25-0,60€. Amazon prende 8-15% di commissione. Google Shopping ha CPC variabile. I top player applicano prezzi diversi per canale, con floor diverso, per proteggere il margine su Amazon e vincere posizione su Trovaprezzi.
6. Il repricer non tocca i prodotti a normativa speciale
Latte 0-6 mesi, prodotti a prezzo imposto, farmaci di fascia C con regole regionali: sono esclusi dalle regole automatiche. Un errore di prezzo su latte 1 è una sanzione, non uno sconto. I top player hanno una lista di esclusione statica e la aggiornano ogni volta che un fornitore comunica un vincolo.
7. Log di ogni cambio prezzo, con motivazione
Ogni riprezzata ha un log: prezzo vecchio, prezzo nuovo, motivo (concorrente X è sceso, stock basso, fee Amazon aumentata). Non è burocrazia: è la sola difesa quando l'amministratore chiede perché il margine su un bestseller è calato del 3% nell'ultima settimana. FarmaBooster genera questo log in automatico.
In sintesi
Le 7 regole non sono un algoritmo esoterico: sono la formalizzazione di logiche che il farmacista già applica in banco, portate su scala di 10.000 SKU e 5 canali. Un repricer verticale come FarmaBooster serve proprio a codificarle e farle rispettare 24/7.
Vuoi capire quanto vale tutto questo per la tua farmacia?
Demo guidata di 30 minuti, sui tuoi numeri. Senza impegno.
Prenota la demo